Tale innovazione è di vitale importanza anche nel settore della nutrizione dei ruminanti, dove il fosforo è indispensabile alla flora ruminale per la fermentazione delle cellule vegetali e quindi la produzione di acidi grassi ruminali e biomassa batterica. Per ottimizzare quest’attività fermentativa è necessaria una concentrazione di almeno 5 grammi di fosforo per chilogrammo di materia organica fermentescibile.

Il Neophos è una nuova tipologia di fosfato sviluppato dal Gruppo Roullier e registrato nel 2015 nel Registro europeo degli additivi zootecnici.

Il Neophos costituisce la risposta a due esigenze; infatti, i fosfati zootecnici dovrebbero avere due requisiti tecnici importanti: una buona solubilità per permettere un rapido assorbimento da parte dei batteri ruminali e una reazione in acqua tale da evitare un brusco abbassamento del pH con tutti gli aspetti negativi rispetto all’efficienza del rumine.

Grazie alla sua composizione, NeoPhos migliora notevolmente l'attività ruminale e i processi metabolici dell'animale. Inoltre, la sua altissima assimilabilità riduce i residui di fosforo nelle deiezioni, prevenendo così il problema dell'eutrofizzazione delle acque superficiali, a tutto vantaggio dell'ambiente.

NeoPhos è un additivo completo, in quanto fonte di: fosforo, calcio, sodio e altri macro e micro elementi quali zolfo, magnesio, potassio, cloro, ferro, zinco, rame, manganese e selenio. L’ottimizzazione dell’ambiente ruminale migliora l’efficienza dei batteri cellulosolitici con il risultato di avere una razione meglio digerita e una prevenzione dell’acidosi.

Spieghiamo meglio come funziona

Grazie alla sua composizione chimica (20% di fosforo, 20% di calcio e 5% di sodio), NeoPhos ha una solubilità in acqua nettamente superiore ai comuni fosfati (fig.1). Nello stesso tempo, grazie alla presenza contemporanea di calcio e sodio, ha un potere tampone (la capacità di evitare l’abbassamento del pH) da quattro a cinque volte superiore (fig.2 e tab.1).

I batteri ruminali trovano pertanto una fonte di fosforo prontamente disponibile e assimilabile e la loro attività ne risulta incrementata. Il risultato è una maggiore efficienza digestiva soprattutto per quanto riguarda la digeribilità della fibra. L’efficienza ruminale si traduce in una maggiore assimilazione della razione con i conseguenti benefici.

 

Neophos, il fosforo intelligente

Nell’alimentazione della vacca da latte il fosforo e il calcio sono i due minerali più importanti dal punto di vista dei fabbisogni. Il loro contenuto nel latte è elevato e di conseguenza sono notevoli i consumi legati alla produzione. Tutti conoscono, inoltre, il ruolo essenziale del fosforo nei processi di crescita e in quelli riproduttivi: il fosforo entra nella composizione delle “molecole della vita” come DNA, RNA, ATP.

Inoltre, è aperto un dibattito sulla sostenibilità del fosforo in agricoltura per quanto riguarda la nutrizione sia dei vegetali sia degli animali e timori legati a possibili fenomeni di eutrofizzazione delle acque. Da dove nasce il problema? Molto dipende dal comportamento nell’ambiente di questo elemento. Il fosforo è presente in giacimenti minerali di fosforite concentrati in alcune parti del mondo (Marocco, Algeria, Stati Uniti, Cina). Dalla fosforite si ricava il fosfato tricalcico che, tuttavia, non può essere utilizzato come fertilizzante o additivo per mangimi per la sua scarsissima solubilità in acqua che lo rende poco o per nulla biodisponibile. Si applica pertanto un procedimento industriale che grazie all’acido solforico trasforma il fosfato tricalcico in fosfati maggiormente solubili come il monocalcico (MCP), il bicalcico (DCP) e il monobicalcico (MDCP). Questi fosfati sono ampiamente usati in agricoltura e zootecnia, ma con le preoccupazioni legate all’effettivo assorbimento da parte dei vegetali e degli animali e delle conseguenze ambientali delle frazioni non assimilate.

Formulazioni con NeoPhos

NeoPhos è pertanto una specificità che entra nella formulazione di diversi mangimi complementari. È evidente che i dosaggi e i rapporti con gli altri nutrienti saranno calibrati in funzione della fase e degli obiettivi zootecnici. Ad esempio, nell’allevamento delle manze ciò che interessa è il contributo che può dare nell’accrescimento e nello sviluppo scheletrico. Nelle vacche in produzione la copertura dei fabbisogni senza la mobilitazione delle riserve corporee è un aspetto importante, anche perché il latte contiene circa 1,10 grammi di fosforo per kg ed è mantenuto costante, indipendentemente dalla concentrazione plasmatica di fosforo inorganico. La sola riduzione possibile delle perdite di fosforo attraverso il latte avviene tramite una riduzione della produzione.

La biodisponibilità del fosforo si è rivelata utile anche in una fase delicatissima come la preparazione al parto e l’inizio della lattazione, di cui si è trattato in un articolo dedicato agli studi su Fertinergy nella fase di transizione.

Un aspetto importante è la sinergia che si sviluppa tra NeoPhos e le altre specificità messe a punto dal Gruppo Roullier. In particolare, la combinazione con Calseagrit, prodotto attraverso un procedimento di micronizzazione del litotamnio, permette di fornire agli animali fosforo e calcio ad elevata biodisponibilità e capaci di mantenere il rumine ad un livello ottimale di acidità.

Il primo effetto positivo di questi minerali è sulla salute degli animali. Lo si riscontra facilmente dall’esame delle feci e dal pelo più lucido. Nel medio termine si apprezzano i vantaggi sulla produzione, sulla qualità del latte e sulla fertilità.

Conclusioni

L’innovazione consiste nell’aver creato un fosfato contenente fosforo, calcio e sodio in perfetto equilibrio tra loro.

Crediamo, inoltre, che sia possibile trovare l’equilibrio tra una zootecnia competitiva e la necessità di rispettare l’ambiente. La condizione fondamentale è di conoscere il ruolo dei nutrienti nei processi fisiologici della vacca da latte e di poter disporre di nuove tecnologie a minore impatto. NeoPhos rappresenta un caso eccellente di innovazione utile agli allevatori e all’ambiente.