L’unifeed è un piatto che unisce in una sola razione tutti i nutrienti fondamentali per la dieta, garantendo l’assunzione di una quota adeguata degli ingredienti nel giusto rapporto: è per questo motivo che viene generalmente chiamato “piatto unico”.

Al fine di creare questa miscelata, è di sempre più frequente adozione il “carro miscelatore”, un macchinario agricolo con una triplice funzione di pesatura, miscelatura e distribuzione del cibo ai ruminanti in grandi mangiatoie comuni per il deposito degli alimenti.

Questa modalità di nutrizione dell'allevamento si è ormai affermata stabilmente negli allevamenti più moderni di tutto il mondo e sta prendendo piede anche nei piccoli e medi; l’acquisto del macchinario deve essere ben ponderato, tramite la scelta del modello che meglio si adatta alle esigenze della propria stalla: il volume di lavoro adeguato al numero degli animali da alimentare e il tipo di coclea (orizzontale o verticale) deve essere valutato con un esperto.

L'unifeed preparato tramite carro miscelatore è ormai diventato un punto di riferimento per l'alimentazione bovina, perché minime variazioni dei nutrienti all'interno della razione giornaliera, in particolare dei bovini da latte, possono provocare una resa differente e aumentare o diminuire sensibilmente la loro produttività.

Fondamentali per una buona alimentazione sono: l’alta qualità degli ingredienti e la loro conservazione, la corretta pesatura al momento del carico nel carro e il loro ordine di introduzione nello stesso (prima i foraggi poi i concentrati, integratori o mangimi e infine gli insilati).

Ma come si prepara l ' unifeed ottimale?

La ricetta prevede una trinciatura netta dei foraggi, la cui lunghezza non deve risultare inferiore ai 2 cm finali; affinché ciò sia possibile, i tempi di miscelazione devono essere brevi ma non troppo, per evitare di rovinare la fibra efficace degli alimenti inclusi nel carro, già corti e, quindi, fragili, assicurando al contempo un rimescolamento completo della massa di alimenti.

Infine, è fondamentale un controllo della sofficità della miscelata, che deve risultare omogenea e poco compressa.

L’aumento della ruminazione produce più saliva, che ha un effetto tampone sugli acidi grassi ruminali e limita il rischio di caduta del pH che provoca l’acidosi ruminale. Dunque, se l’unifeed non è correttamente preparato e non si presenta omogeneo lungo tutta la giornata, la bovina nell’alimentarsi sceglie le particelle più fini della razione, e così facendo diminuisce la digeribilità della dieta a causa di un transito più veloce degli alimenti e per fluttuazione del pH a causa della scarsa produzione di saliva.

I vantaggi dell’unifeed

Tramite questa modalità di somministrazione della razione giornaliera alla mandria, si può garantire un pH ruminale costante tra i valori di 5 e 7, la cui riduzione potrebbe essere causa di acidosi ruminale e di fermentazioni negative.

Inoltre, il cosiddetto cibo “ad libitum” (a piacere) riduce la competizione tra gli animali, consentendo loro di autoregolarsi. In questo contesto è, quindi, importante non eccedere con il dosaggio perché esiste un limite all’ingestione che varia da bovina a bovina. Il fabbisogno di nutrienti varia in base al peso della vacca e alla sua capacità produttiva, nonché alla fase del ciclo in cui si trova e bisogna ricordare che esiste un limite all’ingestione: vi è quindi la necessità di conoscere la capacità di ingestione media e per capo prima di poter procedere alla miscelazione.

La razione deve generalmente essere impostata su una produzione superiore a quella media ma tale da non comportare eccessi di dosaggio ed è importante che l’unifeed diversifichi le fonti energetiche: amido, lipidi, fibra e zuccheri solubili.

Il carro miscelatore entra in gioco proprio per incrementare la precisione con cui micro e macro elementi vengono somministrati alla mandria e al singolo capo di bestiame, grazie ad una pesatura più precisa di grandi quantitativi di miscelata e al differimento della razione tra gruppi di animali con esigenze e fabbisogni nutritivi omogenei tra loro.

Inoltre, il carro miscelatore è in grado di alleviare il carico di lavoro per l'allevatore e di migliorare le tempistiche in stalla, automatizzando processi altrimenti dispendiosi in termini di energie, soprattutto negli allevamenti più grandi, dove il numero di bocche da sfamare è tendenzialmente crescente.

In merito all'economicità di tali macchinari, è ragionevole asserire che, grazie ad una buona manutenzione e ai vantaggi dell'ammortamento, nonché alla riduzione degli sprechi in termini di risorse, l'utilizzo dei carri miscelatori in azienda riduce, nel medio-lungo periodo, i costi connessi alla nutrizione: è certamente un investimento che può generare economie di scala.