Perché la salute del piede è così importante?

Come per qualsiasi animale dotato di arti, questo disturbo può provocare problemi nella deambulazione, concretizzandosi in un’andatura irregolare che, se non curata tempestivamente, a lungo andare può causare addirittura la morte.

La zoppia si manifesta quando l’animale sottrae, del tutto o in parte, un arto all’appoggio evitandone la sollecitazione.

Conseguenze drastiche sono molto più frequenti di quanto si possa pensare e sono legate ad una sottovalutazione del problema, giudicato spesso di secondaria importanza per i suoi effetti poco evidenti. Basti pensare che – statisticamente - l’incidenza delle zoppie in allevamento si attesta attorno al 15% della totalità dei capi, ma spesso non si attuano tempestivamente interventi curativi.

Questa scarsa attenzione al problema è la causa di frequenti perdite economiche: le più importanti sono quelle connesse al calo della produzione di latte e alla spesa in antibiotici, ma non mancano effetti collaterali che possono concretizzarsi in un aumento dell’interparto o in un ritardo della manifestazione dell’estro.

La zoppia può originare da diverse cause, come: fenomeni alimentari, genetici, ambientali o di management e cura degli unghioni che, se non adeguatamente pareggiati, possono provocarne l’insorgenza.

Come identificare e contrastare la zoppia in allevamento

Qualora si dovessero riscontrare dei sintomi, è fondamentale contattare un medico veterinario (buiatra o podologo) per effettuare una valutazione dello stato dell’unghione.

Fondamentali sono, quindi, il monitoraggio costante e l’identificazione corretta (sempre tramite la consulenza di esperti) delle cause della zoppia, che può dipendere da patologie che possono essere di tipo metabolico o infettivo.

Le zoppie di origine metabolica sono molteplici, quella più conosciuta è la laminite, che consiste in un’infiammazione del cheratogeno ungueale, il tessuto di cui è costituito il piede della bovina e, se subclinico, è estremamente difficile da individuare poiché i suoi sintomi sono latenti: in tale fase, infatti, la malattia non genera segnali evidenti della sua comparsa. Questa malattia del dito bovino è causata dall’accumulo di molecole per lo più di produzione endogena come le endotossine e l’istamina che determinano un’alterazione emodinamica della microcircolazione del tessuto cheratogeno del dito.

Trattandosi di una tipica malattia che colpisce le bovine ad alta produzione, è difficile mettere in atto tutte quelle misure necessarie alla rimozione dei principali fattori predisponenti come la pavimentazione e il movimento o causali e quindi legati all’alimentazione. Un’adeguata produzione di latte e fertilità richiedono notevoli apporti energetici realizzabili quasi esclusivamente apportando carboidrati non strutturali come gli amidi e gli zuccheri in sostituzione delle fibre. La conseguenza è la liberazione di endotossine dal rumine, causato dalla caduta del pH ruminale. A pH inferiori a 5.60 i batteri cellulosolitici non riescono sopravvivere pienamente per cui la liberazione di endotossine può anche essere imponente. Quando il pH ruminale scende sotto il 5,60 iniziano a svilupparsi sempre più i batteri lattici che sono responsabili della produzione di acido lattico che fa scendere ulteriormente il pH ruminale. In queste condizioni viene prodotta dal rumine l’istamina. Un’altra delle potenziali cause di zoppia (quella più frequente) è la dermatite che, a differenza della laminite, è una patologia infettiva derivante da problematiche connesse all’igiene.

La dermatite digitale è la forma più grave ed è multifattoriale, generalmente dovuta ai batteri che proliferano nelle feci, in presenza di umidità. È per questo motivo che un altro passo verso la prevenzione è quello di valutare attentamente lo spazio all’interno del quale la bovina si muove: è importante che i pavimenti siano asciutti, non scivolosi e non troppo duri.

Anche le griglie sono sconsigliate, perché possono usurare l’unghione e lo stesso vale per pavimenti sdrucciolevoli; le scanalature possono costituire un altro oggetto di rischio, laddove le bovine rischiano di distribuire il peso in maniera disomogenea sui diversi arti. Per cercare di limitare questo disturbo è di fondamentale importanza la pulizia delle cuccette e delle corsie di alimentazione per evitare che gli animali stiano per molto tempo coi piedi costantemente umidi e imbrattati di liquami.

Le patologie podali sono generalmente imputabili ad alterazioni di tipo meccanico, a malattie in corso, ma anche ad un’alimentazione scorretta: per esempio all’abbassamento del pH all’interno dell’insilato che può generare una produzione elevata di endotossine (composti tossici che inducono una riduzione nella circolazione periferica del sangue) che fanno sì che gli arti risultino intorpiditi dal ristagno, sfociando di conseguenza in una zoppia.

Come ridurre i casi di zoppia in allevamento?

Grazie all’utilizzo di Timaker, un mangime minerale complementare per vacche da latte a base di biotina e oligoelementi ad elevata biodisponibilità è un ottimo alleato per ridurre l’incidenza delle patologie podali, in sinergia con una corretta alimentazione. Inoltre, Timaker contiene anche i lieviti, i quali possono aiutare a ripristinare la funzionalità ruminale, che può essere una delle cause di acidosi e -quindi - di problemi circolatori che inducono alla zoppia

Solitamente si agisce sull’alimentazione in caso di laminite e ci si affida agli antibiotici consigliati dal medico veterinario per la dermatite, nonché a bagni podali e all’integrazione di zinco in forma chelata, per contrastare l’incidenza delle patologie infettive che colpiscono il piede.

È sempre opportuno procedere con un’alimentazione a base di vitamina E per il rafforzamento delle difese immunitarie e di rame in forma chelata e selenio in forma organica allo scopo di rinforzare l’unghione e favorire la produzione di tessuto corneo.