Dal punto di vista economico, gli insilati costituiscono una leva decisiva su cui agire per una gestione efficiente della stalla e il loro preciso razionamento incide sulla riduzione dei consumi (energetici e, quindi, di denaro – che potrebbe così essere investito in altre attività connesse). Importanza fondamentale assume quindi il controllo della variabilità nella gestione della razione e del processo alimentare.
L’alimentazione di precisione consente di agire su più fronti, da un lato minimizzando gli eccessi nutrizionali e le emissioni e, dall’altro, massimizzando l’efficienza nell’uso degli alimenti. Permette inoltre di ottimizzare la produzione aziendale sotto il vincolo degli acquisti di unifeed, qualora extra rispetto al necessario.
Per questi motivi, l’alimentazione di precisione può dirsi una tecnica sostenibile dai punti di vista economico ed ambientale.
La domanda fondamentale è: come si attua?
Sicuramente puntando sull’innovazione delle tecnologie esistenti, ovvero automatizzando i processi di razionamento rendendoli più precisi, accurati e sensibili nelle diagnosi.
L’obiettivo fondamentale è, infatti, quello di somministrare un alimento alla mandria che sia in grado di soddisfare i fabbisogni nutrizionali di ogni singolo capo di bestiame e di raggiungere quindi l’equilibrio degli elementi nutritivi all’interno delle singole razioni.
Ciò a cui il precision feeding mira è l’eliminazione dei problemi di sovra e sotto alimentazione, nonché la riduzione degli errori gestionali da parte dell’uomo e di quelle dovute ai mezzi per la taratura. Infatti, tramite appositi dispositivi di rilevamento e di pesatura, si punta ad eliminare i residui in mangiatoia, per mezzo di meccanismi di livellatura automatici.
Per fare ciò, nella pratica si può porre una pesa sul carro miscelatore, connessa ad un software, in modo tale da poter rilevare in ogni momento la sostanza presente in mangiatoia. Questo è importante per comprendere quanto latte produca un kg di sostanza secca (l’unifeed, ovvero il piatto unico somministrato all’animale), con lo scopo di assicurare la giusta dieta in relazione a gruppi di animali omogeneamente raggruppati dagli stessi fabbisogni nutritivi, con l’ausilio delle nuove tecnologie.
 

Inoltre, per evitare un livello di mangime troppo basso e difficilmente raggiungibile dal bestiame tramite l’insieme di apparecchi di pesatura si può ottenere un controllo accurato, grazie a software di gestione ed elaborazione dati e NIR (Near infrared Reflectance) per il rilevamento quantitativo della sostanza secca e dei suoi nutrienti in relazione alle singole ricette somministrate dal nutrizionista ai capi di bestiame.
Il NIR (o “sistema di riflettanza nel vicino infrarosso”) è un meccanismo in grado di convertire i dati rilevati sotto forma di oscillazioni e vibrazioni in immagini, grazie al supporto dell’informatica e della robotizzazione.
Può essere molto utile nel sondare il materiale alla rinfusa con poca o nessuna preparazione del campione poiché il suo raggio di rilevazione è estremamente ridotto.
La tecnologia a luce infrarossa viene utilizzata per la misurazione di parametri fisici e nutrizionali degli ingredienti in tempo reale e con una frequenza costante e può essere accompagnata dal monitoraggio di alcuni indici per massimizzare l’efficienza di miscelazione, controllando i tempi di taglio e di omogeneizzazione della miscelata.
Esistono in commercio carri miscelatori innovativi che sono in grado di arrestarsi nel momento più idoneo a garantire l’omogeneità della razione senza sprechi di carburante e di energia elettrica, nonché il livello più basso di selezione degli elementi dell’unifeed da parte dell’animale (indicatore, questo, che garantisce la corretta distribuzione dei nutrienti).
I macchinari costituiscono perciò una guida per l’allevatore e gli consentono anche di operare dei confronti tra valori storici, tramite la memorizzazione a lungo termine di grandi quantità di dati (big data) legati al proprio allevamento.
Ciò permette anche di definire alcuni standard che possono potenzialmente ispirare scelte tecnico-gestionali più mirate ed efficaci e di migliorare i valori di riferimento nella preparazione della razione dell’animale tramite macchinari avanzati di sollevamento materiale.
Gli obiettivi nutrizionali che l’allevatore si prefigge grazie anche alla consulenza di esperti nutrizionisti, possono essere monitorati agevolmente sul proprio smartphone, tramite un’interfaccia grafica che riporta gli indici di performance utili per operare confronti tra i dati.
Uno dei punti di forza della zootecnia di precisione è proprio questo: la possibilità di comparare facilmente quantità rilevate in tempi diversi, allo scopo di prevedere con più precisione andamenti futuri o di intraprendere (con tempestività) azioni correttive.
L’automatizzazione funge da supporto al lavoro umano, sempre più spontaneamente dirottato verso l’analisi e l’interpretazione dei feedback forniti dalle macchine: più che di disoccupazione tecnologica, in futuro si parlerà, quindi, probabilmente, di cambio di mansioni.
È verosimile che l’investimento in tecnologie sempre più innovative non si traduca in tagli del personale, bensì in una trasformazione delle competenze che diverranno più analitiche.
L’indice di Malmquist, generalmente utilizzato in ambito economico, può aiutare a comprendere i benefici di questo slittamento a livello produttivo: tramite l’automatizzazione dei processi, sempre più guidata dall’intelligenza artificiale, le prestazioni tecnico-economiche dell’azienda sono classificabili sulla base del risultato di un indice che tenga conto dell’avanzamento tecnologico.